lunedì 4 marzo 2019

Milano : il Padiglione Ferroviario del Museo della Scienza e della Tecnologia


 


Situato nel cuore di Milano, a pochi passi dalla basilica di Sant’Ambrogio, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" è ancora oggi il più grande museo tecnico-scientifico d’Italia, oltre che tra i più importanti d'Europa, e possiede un significativo patrimonio di esempi unici della trasformazione industriale del nostro Paese.
Il Padiglione Ferroviario (1967) conserva circa una ventina di locomotive e carrozze ferroviarie affiancate da strumenti utilizzati nella conduzione del traffico su rotaia.

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Ma se le iniziative del 2018 hanno avuto successo e sono state così numerose, lo si deve
indubbiamente alla realtà europea. Borghi d’Europa ha deciso così di legare la campagna d’informazione all’invito ai cittadini di partecipare al voto di maggio.
L’adesione alle iniziative di Stavoltavoto.eu ( in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano), si salda così al progetto del 2018, per valorizzare e far conoscere il
nostro patrimonio culturale.

“Come europei ci troviamo di fronte a molte sfide, dall’immigrazione ai cambiamenti climatici, dalla disoccupazione giovanile alla protezione dei dati. Viviamo in un mondo sempre più globalizzato e competitivo. Allo stesso tempo il referendum sulla Brexit ha dimostrato che l'UE non è un progetto irrevocabile. Mentre molti di noi danno per scontata la democrazia, questa sembra essere sottoposta a crescenti minacce, sia nei principi che nella pratica.
Per questo stiamo creando una comunità di sostenitori che incoraggino una maggiore affluenza degli elettori alle elezioni europee. Il nostro obiettivo non è di raccomandare questo o quel candidato. Sosteniamo il voto in sé, cioè l'impegno nel processo democratico con cognizione di causa e in modo informato. Vogliamo rafforzare il valore dello scambio di idee e costruire una comunità di sostenitori in tutta Europa che si impegnino per il voto. Difendiamo il concetto di democrazia affinché tutti insieme abbiamo la possibilità di decidere in che Europa vogliamo
vivere.”
 
"Cosa fa per me l'Europa" https://what-europe-does-for-me.eu/

Campagna in collaborazione con l'Ufficio del Parlamento Europeo, Milano

- A sostegno della campagna istituzionale per le elezioni del 26 maggio del
Parlamento europeo

venerdì 22 febbraio 2019

Prismafood a Borghi d’Europa,per il Percorso Internazionale Le Vie della Pizza

 

Si chiama ‘I Mulini del Gusto e le Vie della Pizza’, il percorso
internazionale che la rete Borghi d’Europa propone nell’Anno del
Turismo Lento.
I giornalisti e i comunicatori stanno sviluppando il percorso
d’informazione intervistando i protagonisti della filiera di ben cinque
paesi e regioni europee : Svizzera,Spagna,Francia,Austria,Germania,
Slovenia e Croazia.
Sergio Dus,ceo di Prismafood solutions di Valvasone è stato fra
i primi ad essere piacevolmente ‘bombardato’ dalle domande dei
giornalisti, grazie alla genialità di Stefano,il titolare di FriulPizza.
L’azienda produce forni,attrezzature e macchine soprattutto per il
mondo delle pizzerie.
Sergio Dus e Stefano Pase (sales manager dell’Azienda) hanno
raccontato la storia di un’esperienza, “tutti i prodotti Prismafood
sono realizzati nei nostri stabilimenti a Valvasone in provincia di
Pordenone.
Passione, competenza e continua formazione dello staff aziendale,
insieme alla pluriennale esperienza del management, hanno consentito
all’azienda un rapido sviluppo. L’azienda è titolare dell’intero processo
produttivo, assicurando alla propria clientela una qualità costante nel
tempo e una rapida risposta per qualsiasi esigenza di consegna. “
Dopo l’intervista a Sergio Dus,Stefano Pase è intervenuto all’incontro
multimediale Parole & Storie in quel di Candelù di Maserada,ove è
stata ribadita la necessità di migliorare la comunicazione tecnica.
Un esempio fra tutti, i forni della linea Genius.
“Genius è una linea di forni professionali che adottano un design elegante
e minimalista.. Sono stati progettati per essere facili da pulire e  sono adatti
a diverse esigenze di cottura: dal pane alla pasticceria, dalla pizza alle
preparazioni gastronomiche. Basti ricordare, per le caratteristiche di tipo
tecnico, alcune soluzioni : la camera in acciaio inox, resistenze interne alla
pietra. Grazie ad un innovativo sistema di controllo, Genius permette oltretutto
di raggiungere la temperatura desiderata in tempi ridotti con un significativo
 risparmio energetico. Genius è disponibile anche con vaporiera.
La camera ventilata garantisce una cottura uniforme dei cibi.”
Le caratteristiche della linea professionale Genius sono il frutto della ricerca
Prismafood : serve soltanto una giusta comunicazione per far emergere
i profili valoriali e tecnici dei prodotti e delle esperienze.
In questa direzione l’invito di Borghi d’Europa a Prismafood, serve a
promuovere la condivisione e la conoscenza del patrimonio culturale
d’impresa.
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domenica 10 febbraio 2019

La Via della Pizza : Antonio Primiceri e la Bottega dei Ricordi



Come non ricordare oggi Antonio Primiceri, fondatore e presidente
dell’Apes ( Associazione Pizzaioli Europei e similari),di Milano e il
contributo che Egli ha dato al mondo della Pizza ?
Oggi, in mezzo ad una confusione quasi totale di campionati del mondo,
di acrobati improbabili, di mezze figure al soldo delle aziende del
settore, facciamo fatica ad orientarci.
Giornalista, animatore instancabile,Primiceri collaborava con Vincenzo
Buonassisi,noto giornalista e scrittore e gastronomo, scomparso nel 2004,
a cui si deve l’ideazione nel 1982 della Pattuglia Acrobatica APES,
oggi molto imitata, costituita da manipolatori acrobatici che rappresentano
con le loro evoluzioni la nostra immagine in Italia e all’estero. 
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Ma la nostra personalissima Bottega dei Ricordi ci restituisce anche
una serata storica alla pizzeria Pupurry a Milano,ove
Antonio invitava gli amici per la vendemmia degli Artisti, vendemmia
che si teneva per davvero nell’ampia corte interna del locale.
Un anno si celebrò l’incontro del mondo della pizza con il
mondo del vino, con la partecipazione del giornalista ed
enogastronomo Luigi Veronelli e dei comunicatori de L’Italia
del Gusto.
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La storia del Ristorante Pupurry

Le vicende del Ristorante Pupurry, storica trattoria milanese, hanno inizio alla fine della seconda guerra mondiale quando Giulio Primiceri e Maria Coluccia, una coppia di giovani pugliesi, si trasferiscono a Milano e nel 1946 aprono una tipica osteria, la "Rosa Bianca", in una caratteristica casa a ringhiera di via Canonica 27. Erano anni difficili, la città era distrutta, ma il locale pian piano prende avvio e ai genitori subentra il figlio Antonio che amplia la clientela con giornalisti, pittori, artisti e personaggi dello spettacolo e nuove proposte in cucina.
La varietà di piatti gustosi è frutto dell’abilità di Iris Dellea, una cuoca di grande fantasia, capace di spaziare dalle marmellate con il prezzemolo e  melanzane, ai liquori con le erbe, ai risotti alle rose.
La "Rosa Bianca" viene ribattezza “Pupurry” dal francese pout-pourri che, stropicciato e adattato, suggerisce la mescolanza di sapori e di aromi diversi che caratterizzano il ­­­­Ristorante Pupurry a Milano. È una cucina innovativa e curiosa che, a partire dagli Anni Settanta, riceve numerose recensioni e apprezzamenti per la riscoperta di antiche e originali ricette, capaci di stupire e incuriosire i clienti con l’originalità delle sue portate. Queste spaziano dallo zabaglione con il cotechino, ai risotti con i fiori, alle tagliatelle al cacao, al peposo toscano, al petto di pollo farcito e fritto, alla zuppa dei poveri, al caffè con il pepe. Fantasia e tradizione si uniscono alla qualità di una cucina in grado di colpire con gusto e passione, al di fuori da ogni canone tradizionale, ma che piace e diverte i clienti alla ricerca di ricette nuove e al tempo stesso tipiche della vecchia Milano.

Da Via Canonica a Via Bertini

Alla fine degli Anni Novanta ha luogo un nuovo cambiamento: la storica casa di Via Canonica viene abbattuta per far posto ad un palazzo moderno e Antonio acquista una vecchia fabbrica di interruttori elettrici semi distrutta dai bombardamenti del ‘43. Ne mantiene la struttura e la rinnova con estro e passione trasferendovi nel 1995 il proprio ristorante. Appassionato cultore dell’arte della buona cucina, negli anni si iscrive all’Associazione Italiana Sommeliers, di cui diventa delegato e relatore. Scrive inoltre per alcune testate di gastronomia e vini e contribuisce a creare il Bar Giornale, diventando lui stesso giornalista. Nel 1981 fonda l’Associazione Pizzaioli e Similari di cui diverrà presidente sino alla sua scomparsa avvenuta nel 2013.
Alla conduzione del Ristorante Pupurry subentra la moglie Maria Teresa Bandera con il figlio Federico e continua lungo la rotta seguita dal marito e condivisa in quarant'anni di vita in comune. I piatti sono della classica cucina toscana, carni eccellenti e proposte stuzzicanti e gustose. Mese per mese si alternano piatti sempre diversi, tutti appartenenti alla tradizione gastronomica italiana e dove viene inserita anche la pizza, un omaggio al made in Italy accolto con passione e gustose varianti.




domenica 11 novembre 2018

Le eccellenze Natureta proposte da Centro del Dolce Friuli a Borghi d’Europa


Centro del Dolce Friuli ( con il brand Tissi),ha presentato alle Giornate Europee del Patrimonio
Culturale promosse dalla rete internazionale Borghi d’Europa, le eccellenze slovene in occasione dei percorsi di informazione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale e dell’Anno del Cibo Italiano.
L’azienda dal 1923 ha sede a Kamnik,nel cuore della Slovenia . Qui al crocevia tra il mondo slavo,quello germanico e quello romanzo,la cucina casalinga slovena unisce i migliori prodotti
dell’agricoltura locale con le ricette dei Balcani, del Mediterraneo, delle Alpi e della Pannoonia.
“ Natureta – osserva Renzo Lupatin, presidente di Borghi d’Europa- è il marchio più
conosciuto di selezione di frutta e verdure fresche dell’Europa Centrale. Le specialità gastronomiche,i condimenti e i contorni,le salse, i sottaceti,i pasti pronti, le marmellate e le conserve preparate da Natureta portano per davvero la qualità in tavola.”
Tutto parte dalla scelta delle materie prime : Natureta mantiene con gli agricoltori/fornitori un rapporto continuo,dalla semina alla raccolta. Alla selezione attenta si aggiunge poi il
controllo lungo l’intero processo produttivo.
La maggior parte dei prodotti è senza conservanti o utilizzano solo quelli di origine naturale.
La ricca selezione di prodotti e l’offerta di vari formati e dimensioni consentono alle famiglie moderne di poter disporre di una scorta selezionata per poter cucinare quotidianamente con comodità.
“ I prodotti Bio di Natureta – continua Lupatin-, sono realizzati con ingredienti coltivati in modo biologico e rispettoso dell’ambiente, senza utilizzo di pesticidi o organismi geneticamente modificati .Natureta rispetta anche nelle lavorazioni la loro origine e produce il cibo biologico pastorizzato in conformità con le norme SI-ECO. “
Fabio Guerra,giornalista e nume tutelare del punto vendita CRAI di Oderzo, osserva :
“ Ho talmente apprezzato i prodotti Natureta degustati all’incontro di Borghi d’Europa, che ho deciso di inserirli subito tra le scelte d’eccellenza del mio negozio. Centro del Dolce Friuli
stà facendo un ottimo lavoro di selezione e distribuzione di prodotti di qualità”.
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domenica 7 ottobre 2018

La visita all'Agriturismo il Capretto


La rete internazionale Borghi d'Europa ha realizzato nei primi giorni di settembre a Santa Maria di
Feletto, due giornate di informazione sui temi dell'Anno Europeo del Patrimonio Culturale.
I giornalisti e i comunicatori della rete hanno individuato 16 temi sui quali insistere per i percorsi
d'informazione, che hanno come filo logico comune il fatto di essere 'nascosti' o semplicemente
meno conosciuti.
Conegliano e dintorni sono stati esplorati con curiosità e attenzione, sia per gli aspetti dei segni
della storia, che per le vie del gusto. Questo blog è il 'risultato di questo specialissmo viaggio del
buon e bello vivere.


La visita all'Agriturismo il Capretto
Ci aveva incuriosito non poco quel cartello all’uscita dell’autostrada a Conegliano :
agriturismo al Capretto, menù contadino.
In tempi sospetti in cui i valori della genuinità sono talvolta posti al servizio di atti-
vità che solleticano la memoria senza per questo proporne i contenuti, non potevamo
che realizzare una delle nostre solite visite gustose.
L’occasione : il 2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale e Anno del Cibo italiano.

Così ci siamo seduti in una bella e ariosa sala, un servizio cortese ha preso la nostra
comanda, che si è orientata subito su di una amatriciana e un buon piatto di ossobuco.
La pasta e il suo commento hanno giustamente fatto una degna fine : con la scarpetta,
a sottolineare il gradimento. L’ossobuco, commentato con uno splendido sugo di
pomodoro di casa, non ha fatto che completare al meglio la visita.

Cinzia Dario e la sua famiglia hanno saputo proporre nel loro casolare ‘ripensato’
una linea di cucina semplice, dove il richiamo alla contadinità non è un vezzo, ma
il vero riferimento alla realtà aziendale.
Il Capretto offre anche ai suoi visitatori le verdure stagionali del proprio orto, i salumi
di ‘casada’ dai sapori decisi e ben definiti.


“Nella nostra azienda -racconta Cinzia-, alleviamo diverse specie animali: capre tibetane,
conigli,cavalla, anatre, faraone, tacchini, polli e maiali.Diamo particolare attenzione alla dieta dei nostri animali: un giusto equilibrio di cereali e del buon fieno sono le basi fondamentali per la loro crescita. Oltre alla fattoria coltiviamo anche:viti Prosecco D.O.C., patate, fagioli ,pomodori, zucchine, radicchio ,insalata,asparagi, melanzane,
peperoni, verze , broccoli ecc..”
L’agriturismo Al Capretto propone menu’ alla carta sempre diversi, ogni giorno si possono trovare piatti tipici della zona, al fine settimana su prenotazione abbiamo lo spiedo, carni in tecia come il capretto, coniglio, polli ruspanti, anatra nostrana, oca ecc… anche per asporto. Non mancano antipasti misti con affettati e formaggi anche di capra, piatti vegetariani e primi piatti.
La rete internazionale Borghi d’Europa ha così inserito il Capretto nella speciale lista dei locali
del previlegio, per questo 2018 benedetto!

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sabato 16 giugno 2018

Le proprietà benefiche della trota

 

https://dilei.it/benessere/le-proprieta-benefiche-della-trota/463995/
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 La trota iridea garantisce numerose virtù per la salute dell’organismo. Si tratta precisamente di un alimento ricco di proteine, potassio e ferro. La varietà di ricette rende questo alimento uno dei cibi più gustosi a tavola, grazie ai suoi benefici e valori nutrizionali. La trota è un pesce d’acqua dolce appartenente alla specie dei salmonidi. Il suo aspetto ricorda molto il salmone, ma a differenza di quest’ultimo, la bocca della trota è leggermente più grande. Le pinne invece sono più corte e la dimensione del corpo è più piccola. Si trova in Europa, ma anche in Africa, in America Settentrionale e nelle zone nordiche dell’Asia. Non si tratta di un pesce indolente, infatti questa specie ha l’abitudine di spostarsi costantemente da una zona all’altra senza alcun tipo di problema. In realtà, non tutte le trote sono uguali. Quest’ultime, infatti, possono presentarsi con una fisionomia differente in base al loro sviluppo. Occorre quindi imparare a riconoscerle attraverso delle semplici caratteristiche. Precisamente, durante la giovane età il corpo della trota iridea si presenta snello ed allungato, mentre una volta che raggiunge l’età adulta, la fisionomia cambia diventando più massiccia e robusta. Questi pesci sono particolarmente noti per essere dei perfetti predatori, costantemente affamati.

Generalmente, la trota iridea si ciba di insetti, rane, vermi, ma all’interno della sua dieta vi possono essere anche altri pesci. Le trote di allevamento invece hanno un’alimentazione leggermente differente, poiché tendono a cibarsi di qualsiasi cosa commestibile che si trova all’interno dell’acqua e di mangime. Quest’ultimo è composto da farine animali. In particolare, è a base di crostacei. Quali sono dunque le proprietà nutritive della trota iridea? Le virtù di questo pesce sono tantissime. Ebbene sì, questa specie cela numerosi vantaggi e benefici per l’organismo più di quanto si possa immaginare. La trota iridea è un alimento ricco di proteine, le quali hanno un importante valore biologico. Non solo, il suo consumo assicura un’elevata quantità di ferro e potassio. Pertanto, questo alimento è particolarmente indicato per le diete ipocaloriche. Le virtù di questo pesce possono anche rivelarsi il rimedio ideale per contrastare gli stati di ipertensione.

In dettaglio, la trota è fra gli alimenti ricchi di vitamina D, ma vi sono anche la vitamina B1 e la vitamina PP. Non sono da sottovalutare i benefici della trota salmonata, grazie alle sue spiccate proprietà antiossidanti. Al contrario dell’altra specie, il colore della carne di questo pesce si presenta più rosa. Questa caratteristica è dovuta alla quantità di carotenoidi che vengono assorbiti dal mangime che viene fornito in allevamento. Dato che la trota iridea è consigliata per un regime alimentare ipocalorico, non resta che approfondire in dettaglio le calorie che vengono assunte dal consumo di questo pesce. Precisamente 100 grammi di trota equivalgono a circa 148 calorie. Gran parte delle sostanze che vengono assunte corrispondono ad acqua e ed è completamente priva di carboidrati. Nonostante le caratteristiche specifiche, distinguere le trote non è così facile come può sembrare. Vi sono però delle razze più comuni che si possono trovare in Italia. Prima fra tutte è la trota fario. Quest’ultima è fra gli alimenti più apprezzati, è diffusa nelle zone alpine all’interno di laghi, torrenti e fiumi.
Questo prezioso pesce non solo è noto per il suo sapore delizioso, ma assicura anche delle importanti proprietà. La trota sarda invece rispecchia le stesse caratteristiche, ma è maggiormente diffusa nelle zone del Centro Sud. Poi vi è anche la trota marmorata, detta anche “marrone” e la “trota del lago”, definita anche “carpione”. La trota iridea invece, viene chiamata anche “trota arcobaleno” ed è una specie americana molto riconosciuta in Italia nell’ambito della pesca sportiva. Questa specie si adatta facilmente agli ambienti. Riesce infatti a vivere tranquillamente in qualsiasi luogo. Un fattore molto importante però è l’ossigeno, poiché dev’essere più che sufficiente per il benessere di questo tipo di pesce. Nonostante ciò, la trota iridea si sta diffondendo rapidamente anche all’interno degli ambienti naturali. Essendo uno dei pesci più utilizzati negli allevamenti, il costo non è elevato. A renderlo un pesce particolarmente pregiato è una caratteristica ben precisa, ovvero la trota si trova esclusivamente all’interno di acque pulite e questo è un vero e proprio vantaggio per la salute del consumatore. Tuttavia, per eliminare completamente la presenza di eventuali batteri si consiglia di cuocerla accuratamente, evitando di consumarla cruda. Sono tantissime le ricette sulla trota iridea. La varietà più comune per gustare un piatto veloce e prelibato prevede di lessare il pesce ed unire del prezzemolo, limone e pepe. Per dare un tocco di sapore in più si può anche optare per la maionese.
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Iniziativa di informazione della rete internazionale BORGHI D'EUROPA
Grazie a ….. :
TROTA OASI SILE di Emanuele Durigon (Santa Cristina di Quinto di Treviso)
Osteria AE RODE ( Paese-Tv)

ITTICOLTURA TONINI (Saletto di Piave)

Ristorante COLOMBO Cafè (San Bartolomeo di Breda di Piave)
Milanese srl, Costruzioni Meccaniche per l’Acquacultura (Bertiolo del Friuli)

giovedì 31 maggio 2018

I vini dell’azienda agricola Le Strie sono il frutto della passione di quattro personalità



Tali personalità sono: Paolo,Stefano Marisa e Luciana.
Ma il nome dell’azienda stà per ‘streghe’, e si riferisce a tradizioni e ricordi assai presenti in
Valtellina.
Le Streghe della Valtellina
https://lookingformrraincoatblog.wordpress.com/2017/05/22/le-streghe-della-valtellina/
Nel 1238, papa Gregorio IX affidò ai Domenicani l’importante e storicamente controverso compito di essere giudici del Tribunale dell’Inquisizione, per condannare i comportamenti ritenuti blasfemi o eretici. Un esempio di questa serrata investigazione fu la caccia alle streghe, iniziata nel Trecento e culminata solo nel Settecento.
Queste storie, tra il fantascientifico e il noir, si consumano in secoli in cui la propaganda cristiana non era del tutto riuscita a cancellare le pratiche pagane, specie nella tradizione contadina. L’ignoranza, la paura e la difficoltà durante guerre e carestie, però, fecero in modo che addirittura fra consanguinei ci si accusasse di efferatezze assurde. Purtroppo, per dare una motivazione logica a eventi catastrofici o tristi, quando nemmeno Dio era più d’aiuto, si accusavano gli anelli deboli della società: fanciulli, donne e mentecatti.
A Morbegno, presso il Tribunale (al Convento di Sant’Antonio), l’unica pena capitale fu inflitta il 24 marzo 1438, quando la Barzia da Gerola fu messa al rogo; altre donne inquisite provenivano da Talamona, Morbegno, Mello, Rogolo, Gerola, Albaredo, Cosio, Civo e Berbenno. A Bormio, spesso, la pena era una multa e una segregazione della presunta strega da parte dei famigliari maschi. Diversamente, a Poschiavo nei Grigioni (dei quali la Valtellina era un dominio a quei tempi), dove il Tribunale era laico, le pene di morte furono numerose.
L’inquisizione non era solo un’indagine, ma una tortura. Le presunte streghe erano costrette a spogliarsi davanti a gruppi di uomini ed essere tosate come pecore, in modo che il boia (celebre il Ravetta di Teglio) potesse trovare il bollo del diavolo. Questo dottore, anche ben stipendiato, ispezionava i corpi delle poverette, punzonando brufoli o escrescenze varie con un ago di ottone; qualora non avesse trovato ciò che cercava, scambiava i rigonfiamenti della natura femminile per chiari sintomi demoniaci.
Le streghe venivano tormentate al fine di estorcere le confessioni. Tutte le ree confesse ammisero di: 
Essere diventate streghe dopo un rito iniziatico che consisteva nello scavare una croce nel terreno e sedersi sopra;
Avere partecipato a uno o più sabba, ai quali ci si recava tramite un bastone volante e durante i quali ci si univa carnalmente a Satana, un uomo di bell’aspetto;
Realizzavano i loro unguenti magici tramite i cadaveri dei bambini che dissotterravano personalmente;
Erano in grado di trasformarsi in animali, specie gatti o lupi;
Riuscivano a provocare aborti, a uccidere il bestiame, a far impazzire la gente o a provocare calamità naturali. “