lunedì 14 dicembre 2015

Specialità tirolesi / La salsiccia cruda tirolese / Salamini Tirolesi

La tendenza a ridurre le porzioni ha contagiato anche il salamino di montagna tirolese.
Il salamino affumicato tirolese è la pratica salsiccia cruda a misura di merenda, ideale da infilare nello zaino o da servire sul tagliere.

Ora l'amata salsiccia cruda è disponibile in diverse varianti. Prima di tutto il salamino tirolese affumicato. Per cambiare ci sono i salamini tirolesi piccanti, i salamini tirolesi saporiti al formaggio, i salamini tirolesi naturali e i salamini di selvaggina.

mercoledì 21 ottobre 2015

Miele e formaggi marchigiani: protagonisti d’eccellenza Segreti e pregi di un abbinamento sano e genuino

Il consumo del formaggio nell’alimentazione italiana è particolarmente gradito e molto diffuso ed anche in questo settore la produzione regionale marchigiana vanta una lunga e consolidata tradizione. Il tagliere dei formaggi comprende il pecorino (in realtà ne esistono più di cento tipi, ognuno che riflette la maestria del produttore), accomunati dall’uso del latte ovino crudo appena munto e dal caglio, che deve essere naturale di agnello o capretto. Sono inoltre da ricordare anche i formaggi di latte di capra, che vantano specialità quali il caprino al lattice di fico, per il quale sono impiegati attrezzi di legno e caldaie in rame stagnato per preservare la microflora batterica autoctona.
Non mancano le specialità come il pecorino fatto stagionare in botti di rovere, barili o tini o il Formaggio di Fossa, tipico delle provincie più a Nord, che si caratterizza per la stagionatura in fosse scavate nella roccia. La Caciotta di Urbino, detta anche Casciotta, tra i formaggi più conosciuti delle Marche, ha ottenuto la DOP. Si riconosce per la sua pasta friabile, semicotta, ottenuta lavorando latte di pecora e vaccino, con l’aggiunta di caglio e lieviti nobili. Segue una breve stagionatura.
Ancora troviamo il formaggio al tartufo, l’Ubriacone, ottenuto aggiungendo all’impasto vinacce di uve autoctone del territorio anconetano o il pecorino ubriaco alla Vernaccia di Serrapetrona. Delicato, dal piacevole profumo è anche il formaggio foglia di noce.
Questo e molto altro è stato illustrato negli appuntamenti con i “Giovedì del gusto” organizzati da Regione Marche a Milano nel contesto del Fuori Expo 2015, che hanno visto la partecipazione di diverse aziende agricole che hanno così avuto l’opportunità di presentare le loro produzioni con tutto l’entusiasmo e la competenza che, solo chi lavora con amore per il proprio territorio e rispetto per le tradizioni, può fare.

lunedì 19 ottobre 2015

FRUTTA: TUTTI I COLORI DELLE MARCHE Le novità di un settore tra Biologico, Biodiversità e Lotta integrata

…. Che l’Italia sia un grande produttore di Kiwi, è abbastanza noto, ma… dove si coltivano? Nelle Marche. Questo è quanto è emerso durante l’incontro dei “Giovedì del Gusto” dedicato alla Frutta ed organizzato da Regione Marche nel contesto del Fuori Expo di Milano.
Ad Ortezzano, nella zona della Valdaso, ha infatti sede l’azienda Agricola Cruciano che produce oltre 300 tonnellate di Kiwi all’anno. Da oltre 25 anni questi frutti vengono coltivati e diffusi in tutta Italia, sia come frutta fresca, sia come confetture e marmellate di ottima qualità.
….Ma la Valdaso è nota soprattutto per la coltivazione della pesca. Nel panorama frutticolo regionale la realtà della Valdaso rappresenta uno dei siti più importanti per il settore ed è anche una delle risorse che più caratterizzano questo territorio. La pesca della Valdaso trova condizioni ambientali particolari, che ne esaltano notevolmente le caratteristiche organolettiche e qualitative. I frutti risultano assai gradevoli al gusto, ricchi di vitamine e sostanze antiossidanti, indispensabili per il nostro organismo.
Fra i maggiori produttori l’Azienda Agricola Acciarri che oggi si dedica anche alla produzione delle vaschette pronte all’uso, proprio a base di questi meravigliosi frutti.

lunedì 12 ottobre 2015

OLIO, ENERGIA PER LA VITA. Gli oliomonovarietali marchigiani e.... non solo

Particolare interesse ha riscosso, nell’ambito del “Giovedì del Gusto” di Regione Marche, l’assaggio dell’olio monovarietale. La dott.ssa Barbara Alfei (capo-panel olio di Assam-Regione Marche) ha, infatti, condotto i presenti in una vera e propria degustazione di olio, fornendo dettagliate spiegazioni su come si assaggia un olio monovarietale.
L’esame visivo è tralasciato, poiché colore e limpidezza non sono correlati alla qualità dell’olio, non devono pertanto avere alcuna influenza psicologica sull’assaggiatore. Segue la fase olfattiva, durante la quale si cerca di percepire tutti gli odori, in particolare, il fruttato di oliva verde oppure maturo, di diversa intensità, accompagnato da sentori positivi, quali foglia o erba appena falciata, mandorla fresca, carciofo/cardo, pomodoro, mela, frutti di bosco, erbe aromatiche, frutta matura, altro.
Si passa poi all’esame gustativo, mettendo in bocca una quantità di olio pari ad un piccolo cucchiaio; si fa roteare l’olio in bocca, in modo che venga a contatto con le papille gustative, per apprezzare le diverse sfumature del gusto, in particolare l’amaro, in fondo alla lingua, prima della deglutizione, che può essere più o meno intenso e persistente, e soprattutto positivo in quanto legato alla presenza di sostanze fenoliche; quindi si vaporizza l’olio nella cavità orale aspirando aria tra i denti (“strippaggio”), al fine di percepire i composti aromatici e la sensazione tattile del piccante in gola, anch’essa estremamente positiva, in quanto correlata alla presenza di polifenoli. In bocca viene valutata anche la fluidità, legata alla composizione in acidi grassi, in particolare al contenuto in acido oleico ed al rapporto insaturi/saturi, con importanti risvolti sugli aspetti non solo sensoriali, ma anche nutrizionali.
L'olio infine viene espulso e si valutano attentamente tutte le sensazioni che persistono dopo l’assaggio. Tra un campione ed il successivo, si mangia uno spicchio di mela per pulire la bocca.
L’esperienza è stata particolarmente apprezzata dai presenti che hanno così imparato come valutare efficacemente un olio, le sue caratteristiche organolettiche e le sue qualità.
Un percorso sensoriale che coinvolge il pubblico e che davvero non delude mai, nonostante le sue numerosissime repliche.

giovedì 1 ottobre 2015

‘Comunicare per Esistere’ è partito da Conegliano, da Caffè Local

Le giornate di informazione di ‘Comunicare per Esistere,Stati Generali della Comunicazione Territoriale’, hanno aperto i battenti giovedì 17 settembre a Conegliano, presso il ‘salotto’ di Caffè Local, in via Lourdes.
Da qualche settimana, infatti, i commercianti e gli artigiani della zona sono impegnati a promuovere iniziative di informazione,capaci di trasmettere ai cittadini tramite i media notizie utili.
L’incontro è servito a presentare la ‘squadra’ degli imprenditori che è intervenuta nei giorni successivi in Istria, per presentare le eccellenze di Conegliano e della Sinistra Piave.
Una degustazione dei prodotti proposti dagli operatori locali ha ‘chiuso’ l’appuntamento.
I pasticci ‘artigianali’ di Marina (Pasta e Dintorni) ; i salumi (sopressa con il filetto e prosciutto Daniel) della Macelleria Edoardo Zambon ; i prodotti tipici di Giuseppe di Verso Sud ( dalla Puglia) ; i vini dell’azienda agricola Toni Doro ; il pane di Gianni Pellegrinet ; il caffè (come lo vuoi tu!, recita l’azzeccato refrain) di Caffè Local.
Ospiti della serata Roberto ed Eros, per raccontare come attraverso il PandaRaid (che parte da Madrid e continua nelle coste africane), si arriva a donare materiale scolastico e cartoleria ai bimbi di quelle regioni troppo spesso dimenticate.

giovedì 17 settembre 2015

LE BIRRE AGRICOLE DELLA SOCIETA' AGRICOLA ARCA AD EXPO 2015

La birra, come altri prodotti, è agricola quando almeno il 51% del malto che serve per la sua produzione, proviene da orzo coltivato nell'azienda agricola che la produce: l'Azienda Agricola Arca di Oderzo (Treviso) ne impiega circa l'85%.
I comunicatori delle Rete dei Borghi Europei del Gusto, hanno avuto il piacere di assaggiare le ottime birre agricole di questa azienda trevigiana guidata da Renzo Pradal al padiglione Love It ad Expo 2015 il 10 settembre u.s. : Love It è una nuova realtà che racchiude in sè diverse eccellenze enogastronomiche italiane, con lo scopo di promuoverne i prodotti, favorendo l'incontro diretto tra consumatore e produttore, in un'ottica di totale trasparenza.
Durante la degustazione guidata, Renzo Pradal ha spiegato che tutti i prodotti della sua azienda sono fermentati con la birra agricola.
Tali prodotti sono grissini fini o spessi, crackers a forma quadrata, pane in cassetta, tutti fatti con le trebbie della birrra!
Infine, questi prodotti agricoli sono frutto di un progetto didattico realizzato in collaborazione con la scuola professionale "Corso di Panificazione-paticceria" dell'Istituto Turazza-Brandolini di Oderzo.

mercoledì 8 luglio 2015

Il Monticano nasce a Cozzuolo : come i vini di Sarah dei Tos.E non dimenticate il ristorante al Larin, da Bepo !

Il Monticano (Montegan in veneto, anticamente Motegan) è un fiume del Veneto che scorre completamente in provincia di Treviso.
L'origine del nome forse risale al verbo monticare, perché un tempo i pastori lo usavano come via di collegamento tra la pianura veneta e le montagne. Un'ipotesi forse più certa lo fa derivare dal nome latino Monticanus, probabilmente un centurione romano che aveva ricevuto come premio dei terreni nella zona delle sorgenti.

Nasce sul monte Piai (540 m), piccolo rilievo presso Cozzuolo di Vittorio Veneto, da tre sorgenti. Da qui scaturiscono i rami detti rispettivamente Monticanello, rio Montagnana e rio Col di Stella. Convenzionalmente viene considerata come sorgente principale quella del rio Montagnana. La più spettacolare è quella da cui origina il rio Col di Stella, che non è però visitabile perché un pozzetto di captazione delle acque ne impedisce la vista; si trova in località le Perdonanze, a pochi metri da una stradina panoramica frequentata da cicloturisti.

Dopo un percorso di poco più di un centinaio di metri, il rio Col di Stella forma una cascata di circa 50 metri, denominata Pisson, un tempo ben più copiosa. La pozza alla base della cascata è facilmente raggiungibile ed è meta di escursioni didattiche. L'accesso è assai spettacolare: si percorre una forra di marna, arenaria e conglomerato, che identificano le origini geologiche non solo del monte Piai ma di tutti i colli circostanti.

Il piccolo centro di Cozzuolo (comune di Vittorio Veneto), si trova a sudovest di Ceneda, raccogliendosi ai piedi di una catena di modesti rilievi collinari in buona parte coltivati a vigneto.

La Chiesa di Cozzuolo era un' antica cappella affiliata alla cattedrale di Ceneda, nel 1640 divenne curaziale e nel 1942 parrocchiale. L'edificio attuale fu costruito nel 1840 senza demolire la cappella originale che sussiste, con le sue linee tardo-romaniche, sul suo fianco nord. Il caratteristico campanile neoromanico, progettato da Domenico Rupolo, è del 1922-23.Tra le opere qui custodite, la pala della Madonna della Salute con san Rocco e altri santi di Antonio Dal Favero (1887), una Madonna addolorata di Giovanni Sasso sull'altare di sinistra, e il dossale ligneo policromo dell'altare di destra, pregevole opera del 1617.

Sarah dei Tos è una 'bocconiana' ritornata nelle vigne. Mai scelta fu più saggia.
La Vigna di Sarah è un’azienda vitivinicola giovane e frizzante che rispecchia una terra dai mille colori e profumi accarezzata dal sole e dal vento. E’ stata creata nel 2010 da Sarah Dei Tos, nata e cresciuta nella terra del Prosecco, lungo la fascia collinare fra le colline di Vittorio Veneto.
L’azienda guidata da Sarah Dei Tos nel 2014 è diventata anche agriturismo. Un bed and breakfast tutto nuovo, che trova posto a Vittorio Veneto, molto confortevole e ben attrezzato, ricavato dal recupero di una casa colonica autoctona.
Vittorio Veneto sorge alle pendici delle Prealpi Trevigiane e con i suoi 450 ettari di vigneto rappresenta uno dei comuni più importanti della denominazione Conegliano Valdobbiadene ed è caratterizzata da diverse rive interessanti sotto il profilo viticolo: Manzana, Carpesica, Formeniga e appunto Cozzuolo, piccolo borgo situato su una ripida pendice collinare ricoperta da splendide vigne.Nel dialetto della zona pedemontana della Marca trevigiana il termine riva è sinonimo di vigneto situato in una collina il più delle volte molto scoscesa. La Vigna di Sarah Le Rive di Cozzuolo è perciò un Prosecco Superiore DOCG Conegliano Valdobbiadene che proviene integralmente dalla località Cozzuolo – una delle 43 Rive all’interno dei quindici comuni del Conegliano Valdobbiadene – e permette di apprezzare tutte le sfumature che questo particolare territorio conferisce al vino. La sua produzione è ridotta, rispetto al classico Prosecco, a 130 quintali per ettaro, con l’obbligo della raccolta manuale delle uve e dell’indicazione dell’annata.
È il prodotto di uno specifico vigneto che cresce in una zona con particolare vocazione vinicola, dove il terreno e il clima regalano al vino particolari caratteristiche organolettiche. La vendemmia manuale obbligatoria, consente di preservare l’integrità delle bucce degli acini, fondamentale per la conservazione e il successivo trasferimento degli aromi nel vino.

Il prosecco di Sarah lo potrete degustare al ristorante il Larin, da Bepo.
Il "larin" è il grande focolare della casa colonica che ospita il ristorante sulle colline di Vittorio Veneto,a due km dall'uscita dell'autostrada Vittorio Veneto Sud.Nella cucina regna il rispetto per il ciclo delle stagioni e nella scelta degli ingredienti.
La carne alla griglia fà da padrona:costate e fiorentine di scottona nazionale,fassona piemontese,chianina toscana e angus oppure spiedi,arrosti o selvaggina.Sfiziosi sono gli antipasti.Tra i primi non manca mai la pasta e fagioli o il radicchio e fagioli .La pasta,i ravioli,i gnocchi e i dolci sono rigorosamente fatti in casa.Terrazzo all'aperto per le calde serate estive.